Libri – “Il grande Erik” di Filippo Lorrai

In libreria il romanzo vincitore del premio La Giara 2017

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E’ il libro vincitore della sesta edizione del premio letterario Rai La Giara, per romanzi inediti di giovani autori. “Il grande Erik”, opera d’esordio del sardo Filippo Lorrai, edito da Rai Eri, è arrivato da pochi giorni in libreria. Una storia intensa e intima, che trasporta il lettore nell’epopea dell’ultima stagione gloriosa del circo, con personaggi perennemente in bilico tra i sogni da costruire e un destino a cui spesso si è tentati di abbandonarsi.

“Il grande Erik” è in libreria, che cosa prova?

Una soddisfazione profonda. Il grande Erik ha una storia particolare, lo scrissi nel 2010, per poi lasciarlo riposare in un cassetto e ritrovarlo molto tempo dopo, quando decisi di partecipare al concorso. Avevo visto il bando del premio La Giara già nel 2016 ma per un banale contrattempo non riuscii a mettere insieme il materiale. L’anno successivo non ho voluto perdere l’occasione.

Come nasce il Grande Erik?

E’ un romanzo corale con tanti personaggi, gli artisti del circo, e senza una connotazione temporale o geografica precisa. Ho voluto raccontare una storia che può essere ovunque e in ogni tempo. Il libro tocca temi tra loro anche molto diversi, argomenti nei quali qualunque lettore può riconoscersi, e che rimangono dentro la storia senza portare via spazio alla trama.

Perché il circo?

Mi sono calato all’interno di una comunità di artisti, un gruppo di persone nel quale ognuno ricopre un ruolo preciso, un microcosmo assolutamente affascinante. Ogni protagonista, al momento giusto, si prende la sua parte di ribalta, ponendosi al centro dell’attenzione. A un certo punto la storia ha preso una direzione curiosa, quasi come fossi io a entrare nel tendone e a incontrare i personaggi.

Quanto c’è della tua Sardegna nel libro? E di te?

Ho scelto di non scrivere della Sardegna in modo esplicito, ma nonostante ciò l’influenza della mia terra in quello che racconto è evidente, nelle ambientazioni, nel carattere di alcuni personaggi, nella struttura narrativa. Ci sono ad esempio i due personaggi che danno nome alla storia, padre e figlio entrambi chiamati Erik, che sono figure maschili carismatiche e forti. Il personaggio che invece ritengo mi assomigli di più è Bruto, esuberante in pubblico che nei momenti seri dimostra un aspetto più intimo.

Se guardi al futuro?

Sto cercando di scrivere più possibile e soprattutto di differenziare. Credo che la vittoria del premio La Giara e la pubblicazione de “Il grande Erik” rappresentino un’occasione unica, affinché i lettori e il mondo editoriale possano conoscere e, spero, apprezzare il mio lavoro.