Mentana, operazione riscatto

Il sindaco Marco Benedetti: “Garibaldi non riconoscerebbe la nostra città” (foto di Grigore Scutari)

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Una storia nel segno delle gesta eroiche di Giuseppe Garibaldi, un territorio dalle grandi potenzialità, alcune delle quali ancora inespresse, ricco di risorse e tradizioni. Il comune di Mentana, la sua amministrazione, la sua gente, sono oggi alle prese con un importante progetto di rilancio socio-economico. “Mesepermese.it” ne parla con il sindaco Marco Benedetti, impegnato in prima linea in quella che è una vera e propria sfida per l’intera comunità.

Da due anni primo cittadino,  qual è la situazione di Mentana?

Le cose vanno un po’ meglio di come andavano quando siamo arrivati. Nonostante la tanta burocrazia e le poche risorse, si sono fatte molte cose, mentre altre sono state impostate. Lo sforzo è grande, si tratta di fare rialzare la nostra comunità dopo trent’anni di disastri.

Da dove avete cominciato?

Dalla riorganizzazione interna che è alla base dell’impostazione di qualsiasi lavoro, dall’organizzazione della squadra. È un percorso lungo e complesso: tutti i progetti vengono modificati in itinere, ancora oggi stiamo mettendo a punto una macchina amministrativa appesantita dalla burocrazia e che non funzionava come doveva. Passo dopo passo giungeremo alla meta.

Quali sono gli obiettivi per i prossimi anni?

Partiamo dalla riorganizzazione e dall’informatizzazione amministrativa per dare servizi migliori e più veloci. Abbiamo un nuovo sito, a breve ci sarà un’app con la quale si potrà dialogare direttamente con il Comune. I cittadini non saranno più obbligati a recarsi negli uffici per fare un documento: con gli strumenti della modernità, con la firma e il timbro digitali, tutto può essere fatto online, tramite una pec. Poi c’è la riorganizzazione del territorio. Rivedremo il piano regolatore che avevano portato avanti le precedenti amministrazioni e che prevedeva 150 ettari di nuova edificazione, non giustificata dagli attuali numeri demografici. Il nuovo piano dovrà rispondere alle reali necessità di Mentana, stiamo lavorando per implementare i servizi di base che oggi mancano. Pensiamo, per esempio, a nuove scuole nelle frazioni, ai luoghi della socialità, al campo sportivo e al palazzetto dello sport, ma anche alla riapertura di luoghi simbolo della nostra città come villa Zeri. Sul fronte dei lavori pubblici stiamo cercando di portare a termine alcune opere avviate dalla passata amministrazione, come la sede dell’Asl. Tra le opere ultimate anche il nuovo depuratore. Per quanto riguarda i servizi sociali stiamo lavorando con Monterotondo e Fonte Nuova che fanno parte del nostro distretto per un riequilibrio dell’offerta, con l’obiettivo di aiutare i cittadini in difficoltà economica o per la presenza in famiglia di disabili o di persone anziane. Stiamo cercando di migliorare i servizi, nonostante le risorse siano poche, facendo un lavoro attento sul bilancio. Abbiamo anche chiuso, con grande soddisfazione, la procedura che la Corte dei Conti aveva aperto nei confronti dell’amministrazione precedente.

Mentana città sempre più green?

La raccolta differenziata ha raggiunto quota 75 per cento, ma vogliamo andare oltre. Il rispetto per l’ambiente ci consente anche di rivedere la tassazione sui rifiuti, nonostante il passaggio al più oneroso servizio di raccolta porta a porta. Già lo scorso anno siamo riusciti ad abbattere il costo per i commercianti del 10 per cento e di tenere fisso quello per le famiglie. L’obiettivo di quest’anno, attraverso la valorizzazione dei rifiuti stessi, è di abbattere una parte del costo per le famiglie. La filosofia deve essere: più differenzio meno pago.

Grande impegno anche sul fronte della cultura…

È probabilmente il settore in cui siamo riusciti a fare di più. Il Museo Garibaldino è stato ristrutturato, c’è la nuova ala multimediale che in futuro sarà arricchita con altri strumenti, oggi è fruibile e avvicina i giovani alla nostra storia. Abbiamo aperto al pubblico il parco dell’Ara-Ossario, testimonianza della battaglia di Mentana del 1867, che è in qualche modo la cerniera dell’unità d’Italia senza Roma e dell’unità d’Italia con Roma che diventa capitale dell’allora regno. Stiamo liberando l’ex cinema Rossi per farlo diventare uno spazio polifunzionale e vogliamo rendere la biblioteca sempre più moderna, ma puntiamo anche su alcune iniziative legate alla tradizione, come la festa dell’uva e il carnevale, con il quale quest’anno abbiamo sensibilizzato i bambini sui temi dell’energia, dell’ambiente e della sostenibilità.

Che cosa può fare l’amministrazione comunale per aiutare coloro che sono alla ricerca di un lavoro?

Per favorire l’occupazione ci muoviamo su due linee: la creazione vera e propria dei posti di lavoro e la facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta. Per la prima possiamo agire in una sola direzione, rendere Mentana più attrattiva, riequilibrando i servizi rispetto ai paesi vicini, creando opportunità. Stiamo anche lavorando per la creazione di un distretto agricolo per la trasformazione dei prodotti delle nostre terre. Sull’altro fronte abbiamo istituito uno sportello, il Mola, Mentana orientamento al lavoro, al quale i cittadini si possono rivolgere per essere assistiti e per conoscere le opportunità esistenti.

Che cosa direbbe Giuseppe Garibaldi se vedesse Mentana oggi?

Garibaldi non riconoscerebbe la nostra città che in oltre 150 anni si è trasformata crescendo in modo smisurato e disordinato.  Non sarebbe certamente orgoglioso della carenza di servizi, come le scuole o il campo sportivo. Spero che la sua figura, la sua camicia rossa ci spingano a trovare riscatto per la nostra Mentana.