L’arte della seduzione – Seduzione da terzo millennio

A cura di Elisabetta Fernandez, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in "Teoria e Ricerca sociale" (www.elisabettafernandez.it)

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Sedurre, sedurre, sedurre. Sembra sia diventato un dovere. Chi non sa sedurre è out, si deve piacere, ce lo dicono i social media, la televisione, le patinate riviste di moda, i manuali di seduzione con le indicazioni necessarie per diventare maestri nell’arte della conquista.

Seduzione, sublime arte dell’inganno, una parola derivante dal greco phtheirein, nella quale convivono diversi impulsi psicologici e se, un tempo lontano, a tale parola si attribuiva una valenza negativa, ovvero quella del condurre in direzione errata, sarà verso il XVI secolo, in Francia, che il verbo sedurre (séduire), entrerà a far parte del linguaggio amoroso, per indicare un’azione finalizzata a ottenere i “favori” di qualcuno, mediante lusinghe e strategie. Successivamente, con seduttori e seduttrici che passarono alla storia: da Don Giovanni a Casanova, dalle grandi cortigiane alle femmes fatales (eredi di quella Eva che turbò la serenità di Adamo), il termine seduzione si colorerà di erotismo, si incarnerà nei gaudenti, il cui fine ultimo sarà rappresentato dalla ricerca costante del piacere, dal godimento generato dall’immaginare quello che trasferito nella realtà avrebbe perso, presumibilmente, ogni interesse.

Elisabetta Fernandez

Ecco allora passioni divoranti accese e spente, un desiderio che nel suo realizzarsi si affievolisce, poiché chi seduce sogna la precarietà di un futuro dominato da quella insicurezza, che rappresenta uno stimolo ineguagliabile, poiché ama il desiderio più della sua realizzazione.

Nel terzo millennio, in questo secolo dai ritmi velocizzati dove, utilizzando Internet, il mondo è a portata di mano, tangibile nella sua intangibilità, l’arte della seduzione assume nuove connotazioni e poco rimanda ai tempi passati. È soltanto un vago e scolorito ricordo quel magico potere fatto di sospiri confusi nella luce dell’oscurità di un boudoir, dove mani trepidanti si sfioravano in un gioco di innocente trasgressione, mal celato dietro un velo di cipria e vezzosi merletti.

Un gioco in cui la voglia di osare e spingersi oltre uno sguardo, un fremito, una fugace carezza, con frequenza rimaneva imbrigliata nel mondo dei desideri e, non di rado, trovava unica possibilità di espressione attraverso una lettera da leggere una, cento, mille volte, da stringere tra le mani, un foglio da poter respirare chiudendo gli occhi, sentendosi percorrere da un fremito. Il tempo passa, si ridefiniscono le modalità espressive e anche la seduzione si adegua, non domina più il linguaggio ridondante, si riducono i lunghi tempi delle diverse strategie di conquista.

Nell’era del tripudio delle tecnologie, indomiti seduttori e seduttrici sfruttano i mezzi messi a disposizione dal progresso, utilizzano la web-cam, un formidabile strumento, che facilita anche la veicolazione di contenuti ad alto indice seduttivo e in tempo reale, hanno a disposizione il telefono cellulare di terza generazione che, consentendo le videochiamate, ha esteso i confini degli sms utilizzati qualche tempo fa; anche i social media offrono il loro contributo, rendendo possibile quella che potremmo definire la socializzazione della seduzione. Tutto all’insegna della velocità, quindi, tempus fugit, anche nel sedurre il piede è spinto sempre sull’acceleratore, si corre e si frena raramente, la corsa è frenetica e ingiustificata, dannosa anche per la salute. Chissà se questa velocizzazione non sia soggetta a estendersi in quelle particolari situazioni in cui essere rilassati è importante e la velocità può destare molto imbarazzo?

 

*Elisabetta Fernandez  Facebook: Elisabetta Fernandez

Presidente dell’Istituto di Studi sulle Relazioni Sociali, ISTRES. Docente in ambito universitario e aziendale. Tra le sue pubblicazioni: La seduzione dell’inganno, Narcissus, 2015. AppassionataMente Corpo, Gabrielli Editori, Verona, 2012. ComunicAmando. Sesso e Sentimento dai vecchi tabù ai nuovi media. Franco Angeli, Milano, 2004. L’apparenza dell’apparire. Franco Angeli, Milano, 2001. Sesso in Società. Guerini, Milano, 2001. Arte, Sesso, Società. Per una lettura sociologica dell’erotismo nell’arte. Meltemi, Roma, 2000.

Per le vostre domande a Elisabetta Fernandez su sentimenti,  stili di vita,  sessualità, emozioni, erotismo, benessere socio-pisco-fisico  e relazioni sociali scrivete a redazione@mesepermese.it